Beni culturali, parchi, sviluppo turistico, ricettività

Il settore turistico è la più importante industria italiana, a nostro favore abbiamo la situazione indiscutibile di un clima mite, del fatto che la nostra è una delle isole più belle del Mediterraneo, che Porto Torres ha una delle più importanti porte d’accesso alla Sardegna.
I dati relativi al transito di passeggeri che sbarcano a Porto Torres, alla durata della permanenza, al numero dei turisti, alla disponibilità ricettiva sono incoraggianti.

Beni Culturali

Porto Torres ha una grande ricchezza, che consiste nell’avere i suoi Beni Culturali inseriti nel tessuto urbano.
Quello del turismo culturale è un particolare segmento del turismo per accedere al quale occorre fare scelte oculate, avviare una serie di azioni e creare dei servizi. Al fine di rendere questi beni fruibili è necessario adottare diverse azioni: adozione di un Piano di Sviluppo Turistico coerente con il Piano Urbanistico Comunali, progettazione e realizzazione di servizi di accoglienza,  stipula di un accorso con gli uffici periferici del MiBACT, con l’Università di Sassari, le realtà nazionali e internazionali, l’assunzione di personale per la gestione e la tutela dei beni presenti nel territorio.

Un sistema turistico che funziona diventa un volano per il territorio che crea nuove opportunità e incentiva la crescita dell’indotto.

Parchi e fascia costiera

Tramite la valorizzazione della zona archeologica, area che racchiude le vestigia della prima colonia fondata dai romani in Sardegna nel 46 a.C. desideriamo avviare la realizzazione del Parco Archeologico.

Il progetto per la realizzazione del Parco Fluviale deve passare attraverso il risanamento del Rio Mannu. Occorre pensare alla realizzazione di argini di protezione sui quali realizzare di piste ciclo-pedonali, anche di valenza culturale per la presenza di importanti monumenti archeologi, e attività ludiche, sportive all’aria aperta.
Inoltre, il miglioramento della qualità delle acque del fiume, anche dal punto di vista sanitario, consentirà lo sfruttamento agricolo dei tanti terreni coltivabili.

Porto Torres ha responsabilità amministrative che includono l’intero territorio dell’isola dell’Asinara nel quale ricadono l’Area Marina Protetta e il Parco Nazionale. L’isola ha notevoli potenzialità di sviluppo dal punto di vista turistico in virtù del patrimonio immobiliare preesistente.

Vantiamo un mare pulito e un’ampia fascia costiera che parte dalla spiaggia della Renaredda per arrivare ad Abbacurrente. Se vogliamo incrementare la vocazione turistica, la città deve dotarsi di un Piano di Utilizzo dei Litorali (P.U.L). Questo favorirà l’insediamento, la valorizzazione e la fruizione di un adeguato sistema di strutture al servizio dell’economia turistica; tenendo sempre ben presente il non sottovalutabile problema dell’erosione costiera.
Il piano dovrà prevedere un susseguirsi di attività, compatibili con l’ambiente ed il paesaggio circostante, che offrano un elevato livello qualitativo di servizi; utili per migliorare l’offerta turistica in città. In questo modo si creeranno delle alternative socio-economiche a rinforzo del modello di sviluppo vigente fra cui ad esempio: noleggio di piccole imbarcazioni da diporto, Pet Therapy, sport da spiaggia e la previsione di una spiaggia attrezzate con strutture amovibili che agevolino l’accesso al mare alle persone diversamente abili.

Ricettività

Partendo dall’analisi dei dati sull’affluenza turistica realizzata dalla nostra Coalizione, riteniamo che sia arrivato il momento di cambiare il posizionamento di Porto Torres nella mente dei turisti e del territorio, che l’hanno sempre vista come un semplice luogo di transito.

Tenendo presente che Porto Torres è la tappa finale del cammino regionale di Santu Jacu, che sono stati già avviati progetti come il romanico “Intercost” e “In nome di San Gavino”, che mettono Porto Torres come capofila di undici paesi e che “La Festha Manna” sia una manifestazione di grande richiamo, sarà necessario strutturare le competenze e i servizi ricettivi; ad esempio, incentivando i privati per la realizzazione, nelle centro storico, di attività legate all’albergo diffuso e delle “cumbessias”.

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