Mai come ora merita un’attenta riflessione la situazione dell’organizzazione delle strutture distrettuali di vigilanza e di assistenza sanitaria a Porto Torres.
Questo è uno dei temi importanti che noi Riformatori Sardi di Porto Torres abbiamo affrontato e che intendono portare avanti illustrando nostra visione in merito allo sviluppo del territorio e al futuro assetto economico e sociale della nostra Città.

La nostra analisi parte dal presupposto che al momento si registra la presenza di un servizio di assistenza insufficiente per una delle maggiori città della Sardegna. Porto Torres, ha in effetti una popolazione di circa venti mila abitanti, pertanto appare logico pensare che in una qualsiasi realtà di questo tipo, sarebbe presente una struttura sanitaria con posti letto.
Considerata però la collocazione di Porto Torres, che dista 24 chilometri da Sassari e 35 da Alghero, la creazione di una struttura sanitaria con posti letto rischierebbe di creare sistemi poco sicuri e scarsamente capaci di rispondere alle reali esigenze del paziente acuto.

È innegabile il fatto che la città turritana si trova in una posizione strategica per tutta la costa del Nord-Ovest Sardegna, in particolare per quella che è l’area che a partire dall’Argentiera abbraccia il bacino di Stintino, Castelsardo e Valledoria. Si parla quindi di un territorio vasto e che si appoggia dal punto di vista sanitario prevalentemente su Sassari ed Alghero, anche per tutte le problematiche sanitarie di minore entità.

Strutture d’intervento per i servizi sanitari di media-bassa intensità

Utile sarebbe dunque sviluppare a Porto Torres, in sostituzione di un Ospedale, le strutture di seguito elencate capaci di erogare servizi a media-bassa intensità che, in primis, consentano al paziente di non doversi recare sempre a Sassari e, in secondo luogo, di decongestionare il Pronto Soccorso, unica porta di accesso per la sanità del nord Sardegna.

Il punto di primo soccorso rappresenta il basilare punto di accesso per i pazienti con problematiche acute a medio-bassa intensità, per le quali spesso sono sufficienti valutazioni cliniche abbastanza semplici, associate ad esami strumentali di base. Valutazioni ed esami eseguibili non necessariamente presso Ospedali di secondo livello come quello AOU di Sassari. Così come i traumi di lieve entità, ferite da suturare senza complicazioni, algie muscolari e tante altre lievi patologie potrebbero essere trattate nel punto di primo soccorso che, oltre alla presenza H24 di un medico ed un infermiere, potrebbero rappresentare il punto di svolta per i percorsi veloci (visita oculistica, visita otorino, visita dermatologica, ecc.). Attualmente anche i traumi di lieve entità sono gestiti unicamente dai Pronto Soccorso, per i quali, trattandosi di patologie a bassa urgenza, rappresentano la principale causa di intasamento e rallentamento dei dipartimenti di emergenza che comportano aggravi alla struttura e disagi agli utenti.

Il servizio di radiologia di base, collegato telematicamente con il Medico Radiologo di un dipartimento centrale radiologico consentirebbe di avere in città un servizio ad oggi fondamentale che obbliga quotidianamente decine di portotorresi a viaggi verso gli ospedali pubblici e privati, con file interminabili e costi nettamente aumentati. Una connessione poi con il “punto di primo soccorso” consentirebbe a tutti i piccoli traumi (caviglie, polsi, coste, ecc…) di poter avere diagnosi di fratture rapidamente ed eventualmente esser inviati direttamente verso lo specialista ortopedico per il trattamento del caso, migliorando il percorso di assistenza del paziente e snellendo il lavoro dei dipartimenti di emergenza.

La residenza sanitaria assistenziale che ha come “mission” l’assistenza del paziente post acuto clinicamente stabile con bisogni assistenziali avanzati. Parliamo dunque di una struttura “non ospedaliera”, ma all’interno della quale è possibile ricevere assistenza per tutte quelle patologie cronico-degenerative che non possono esser gestite a domicilio, ivi comprese le patologie oncologiche nella fase palliativa (posti ad alta intensità assistenziale). Raramente completamente pubbliche, queste potrebbero essere private convenzionate e consentirebbero ai portotorresi si ridurre i viaggi verso strutture quali Sassari, Ittiri o Thiesi dove sono presenti le uniche strutture capaci di conferire tale servizio.

Il Consultorio Familiare, una struttura sanitaria istituita con la legge del 29/75, numero 405, attualmente assente a Porto Torres.  Si tratta di un presidio che ha lo scopo di intervenire in sostegno alla famiglia o del singolo che vi faccia ricorso. Infatti, ricordiamo che il Consultorio Familiare rappresenta un punto di riferimento per qualsiasi cittadino che presenta un problema o semplicemente si reca presso la struttura per chiedere un’informazione su un quesito o per sapere come comportarsi di fronte ad una situazione che non sa come affrontare.

Di questi tempi, considerando il mutamento della nostra società che presenta una gran parte di popolazione in età avanzata, risulta più che mai importante restare più vicini e proteggere i più fragili, ed allo stesso tempo garantire l’assistenza e la consulenza sui problemi dei minori. Ambulanza medicalizzata, si tratta di un mezzo di soccorso avanzato con a bordo un infermiere e un medico, sarebbe utile che la medicalizzata del 118 non dovesse coprire un territorio così vasto che va da Stintino a Valledoria.