A breve ci troveremo difronte al fatto di dover fare delle scelte importanti. Sulla base delle analisi relative allo stato di salute dell’economia locale, tra gli obiettivi ragguardevoli da raggiungere ai primi posti risultano: la crescita del sistema produttivo e dell’occupazione.

Una delle alternative potrebbe essere quella di considerare i nostri Beni Culturali come opportunità di sviluppo. Già, perché non dobbiamo vedere il passato come un qualcosa da rivalutare solo in determinati periodi dell’anno o come un avvenimento episodico, straordinario, oppure come qualcosa di vecchio che oramai non ci appartiene più.

Dovremo invece cominciare ad osservare il nostro patrimonio culturale ed imparare ad apprezzarlo come un valore che contraddistingue la nostra autentica identità di turritani e considerare seriamente che il suo “sfruttamento”, una parola brutta ma significativa, potrebbe diventare una occasione di sviluppo e di sostenibilità economica capace di generare reddito e lavoro.

I passi da fare

Dico questo perché a Porto Torres siamo obbligati a fare i passi necessari per avviare una “rivoluzione” collegata alla significativa presenza di un importante patrimonio archeologico, artistico e storico.

Uno dei punti cardine per disegnare il futuro della nostra comunità può essere incentrato quindi sulla valorizzazione dei beni culturali in prospettiva dello sviluppo del turismo, che risulta, nonostante i danni prodotti dalla pandemia del covid19, la più grande industria mondiale. Tutto ciò risulta necessario per fronteggiare le contingenze del momento e per favorire un processo di trasformazione strutturale dell’economia della città di Porto Torres.

Si sa che la valorizzazione del patrimonio culturale, da sola potrebbe non essere sufficiente a produrre una componente dinamica, poiché i piani di sviluppo nel loro insieme dovrebbe procedere di pari passo con altre grandi finalità da raggiungere. Come per esempio l’infrastrutturazione urbana con parcheggi terminali utilizzati per soste molto lunghe a servizio dei residenti, degli uffici, delle attività commerciali, turistiche e culturali, o come il recupero del centro storico con progetti di qualificazione urbana, con azioni per migliorare il decoro urbano e provvedere alla sistematica manutenzione ordinaria delle strade e dei marciapiedi. Per creare un ambiente cittadino sostenibile è necessaria l’integrazione tra tecnologie, connettività personale e verde urbano.

Pertanto, noi cittadini nel prossimo futuro saremo chiamati ad adeguare il nostro modo di condurre la vita quotidiana, di ripensare la città, e di agire adattando alle nuove esigenze il nostro modo di spostarci perché la mobilità elettrica e l’impiego di energie rinnovabili risultano fondamentali per la salvaguardia dell’ambiente.

Come potremo farlo?

Attraverso la concertazione con i cittadini e le imprese, ridisegnando la viabilità urbana, identificando le isole pedonali, e incentivando la mobilità elettrica. La città sostenibile non può più essere solo un’idea utopica ma può e deve trasformarsi in realtà, come alcune città stanno già facendo per ridurre le emissioni di CO2 entro i limiti stabiliti dall’Unione europea con il cosiddetto “quadro 2030 per il clima e l’energia”, relativo alla “decarbonizzazione”, cioè l’eliminazione di quei processi di produzione di energia e di mezzi di locomozione che liberano nell’aria la CO2 (biossido di carbonio) che causa l’effetto serra.

Per tutto questo è importante creare rapporti di sinergia tra soggetti pubblici e privati, incentivati dagli indirizzi di un piano di sviluppo comunale, dalle politiche europee e da quelle regionali, con soluzioni utili a stabilire la modalità di compensazione legate al consumo del territorio che, dovrebbero essere incentrate sui servizi da offrire ai cittadini in area urbana, con opere adatte ad incrementare la mobilità sostenibile e sviluppare, soprattutto per il trasporto urbano, l’uso di mezzi elettrici.
Infatti, mentre a Porto Torres si parla di impianti per lo stoccaggio del gas naturale (polo criogenico), già notiamo alcune importanti trasformazioni industriali, assistendo all’installazione grandi distese di pannelli solari e di impianti eolici.

Mentre il dibattito sui cambiamenti climatici e sulla crisi economica accendono i riflettori sulla sostenibilità economica e quella ambientale, passa quasi sotto silenzio un altro argomento fondamentale che è quello della sostenibilità sociale.
Un tema apparentemente nuovo che tratta un insieme di cose: la salute, l’istruzione, la partecipazione democratica, la sicurezza dei cittadini e la giustizia.

La situazione determinata dalla pandemia del covid19 ha già segnato profondamente la società civile, pertanto la sostenibilità sociale diventa una priorità: si tratta ora di combattere le diseguaglianze che disgregano la coesione sociale. Si è ritenuto infatti che in assenza di una forte aggregazione e solidarietà sociale non si possono favorire e rafforzare la sostenibilità economica, e la sostenibilità ambientale.
Con questo articolo spero di avervi dato un piccolo contributo per una riflessione.