Nel rispetto delle direttive della Comunità Europea n° 28/2009 e n° 29/2009, l’Italia si è impegnata ad incrementare la propria produzione di energia da fonte rinnovabile. Secondo gli accordi bisognava ridurre il consumo totale di energia nel settore dei trasporti, aumentando l’efficienza energetica.

Mentre relativamente alla produzione di energia elettrica-termica si sarebbe dovuti passare dal 5,2% del 2005 al 17% nel 2020. Per quanto riguarda la produzione di energia elettrica i risultati richiesti sono stati raggiunti con 7-8 anni di anticipo.
Si immagini che, secondo il report annuale TERNA, la quota parte proveniente dal rinnovabile, nel 2018 è circa 40,6% (eolico-fotovoltaico-idroelettrico-geotermico-biomassa). Nonostante questo, purtroppo nel nostro Paese il contrasto ai cambiamenti climatici non ha prodotto azioni adeguate a contrastare l’aumento dei gas serra liberati in atmosfera che sono i maggiori responsabili del riscaldamento globale. I pericolosissimi effetti dell’inquinamento atmosferico come per esempio l’innalzamento del livello del mare, l’incremento delle ondate di calore, dei lunghi periodi siccità oppure delle alluvioni, sono avvertibili e provocano effetti evidenti sul territorio, sugli habitat e sugli ecosistemi.
Abbiamo perso molto tempo e per questo, nonostante la pandemia determinata dalla diffusione del virus Sars-covid19, tutti considerano il 2020 come un anno strategico per rivedere gli obiettivi introducendo strategie più efficaci per limitare il riscaldamento del pianeta.

Pertanto, ora anche noi Turritani dobbiamo fare la nostra parte per arginare il riscaldamento globale con azioni urgenti e necessarie al dimezzamento delle emissioni di CO2 provocate dall’azione dell’uomo.

Secondo gli esperti una delle migliori alternative per la produzione di energia pulita è quella eolica. Basti pensare che producendo energia elettrica a partire dai pannelli la densità di potenza ottenibile è di circa 20-25W/m2, mentre coll’eolico è di circa 150W/m2.
Ad alcune persone non piace l’idea perché le pale eoliche sarebbero impattanti, invasive e risultano un ostacolo per la visione del paesaggio. A nostro avviso, per come sono state concepite nelle zone extraurbane, lo sono maggiormente le strutture fotovoltaiche, sia per la massiccia occupazione dei terreni sia per l’impatto visivo.
Paragonata alla produzione di energia con pannelli solari, che ricopre intere distese di terreno dove non ci puoi fare niente, il vantaggio è che sotto gli aerogeneratori gli agricoltori possono ugualmente coltivare gli appezzamenti e gli animali possono essere condotti al pascolo.

Occorre fare una diversa valutazione sulla tecnologia che prevede invece pannelli fotovoltaici installati su strutture soprelevate ed orientabili che seguono la posizione del sole durante l’arco della giornata. Si tratta di impianti aerei che garantiscono una maggiore efficienza del pannello solare determinata dalla migliore incidenza dei raggi solari.
Per il risanamento ambientale e per lo sfruttamento dei terreni è sicuramente meglio un impianto aereo che consenta l’utilizzo delle zone coltivabili o il rimboschimento di un’area degradata piuttosto che ricoprire enormi superfici pianeggianti con materiale semiconduttore di tipo vetroso su un supporto installato a raso.

L’energia del vento è rinnovabile e sostenibile perché è una fonte energetica potenzialmente infinita, produce energia in tutto l’arco della giornata, richiede una bassa manutenzione e inoltre, rispetto alla superficie occupata per la sua costruzione, la produzione di energia è superiore ad altre tipologie di impianti.

Nelle aree urbane invece la miglior tecnologia per la produzione di energia rinnovabile resta il fotovoltaico, infatti, è una delle soluzioni più diffuse per le sue caratteristiche tecniche.
L’ambiente urbano, dove c’è un’alta concentrazione di popolazione e di conseguenza alti valori di consumo e inquinamento, svolge un ruolo molto importante nella sfida per salvare il clima e dovrebbe essere il centro propulsore in direzione della Green City per procedere verso un modello di sviluppo sostenibile allo scopo di raggiungere gli obiettivi fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.