A Porto Torres ci sono il Parco Nazionale e l’Area Marina Protetta dell’Asinara; l’intera superficie del parco misura 51,22 km² ed è formata dall’isola dell’Asinara. L’isola, che amministrativamente appartiene al comune di Porto Torres, ha notevoli possibilità di sviluppo dal punto di vista turistico soprattutto grazie al grande patrimonio immobiliare esistente.

L’altro gioiello del territorio di Porto Torres è costituito dalla più vasta zona archeologica inserita nel tessuto urbano, area che racchiude le vestigia della prima colonia fondata dai romani in Sardegna nel 46 a.C. Si tratta della colonia “dedotta” di Turris Libisonis, che si fregia del titolo di Colonia Iulia giacché si ritiene che il suo fondatore sia il più famoso condottiero di Roma, da tutti considerato uno più grandi strateghi della storia, Caio Giulio Cesare. Dopo la caduta dell’impero romano, in epoca medievale Turris riacquista valore e prestigio diventando la capitale del Giudicato di Torres. Tutto ciò è testimoniato dai resti archeologici e dai complessi monumentali fra i più notevoli della Sardegna.

Oltre alle cospicue rilevanze sopra evidenziate, Porto Torres ha un mare pulito e una bellissima fascia costiera che parte dalla spiaggia dello Scoglio Lungo fino ad Abbacurrente.
Intorno a tutto questo occorre creare un “brand” ed attivare azioni concrete indirizzate allo sviluppo di un sistema turistico legato alla presenza di un preziosissimo patrimonio culturale, ambientale e balneare.Tra l‘altro il porto di Porto Torres, che risulta una delle più importanti porte d’accesso alla Sardegna (per il volume del trasporto commerciale e dei passeggeri), per quanto riguarda il movimento dei flussi turistici è destinato ad assumere un valore strategico fondamentale per la Città Metropolitana di Sassari.

Un sistema di servzi turistici da ripensare

Il disegno di legge riguardante la Città Metropolitana sarà varato in autunno dalla Giunta Regionale.
Quello del turismo, ma in particolare del turismo culturale e ambientale è un settore dello sviluppo dove occorre avviare una serie di iniziative concrete e creare dei servizi puntando soprattutto sulla qualità. Bisogna ragionare su un sistema turistico che comprenda attori pubblici e privati, integrato nella Rete Metropolitana con l’obiettivo di implementare il volano economico, la creazione di nuove opportunità, ed incentivare la crescita dell’indotto.

Per cominciare a sfruttare l’esistente a Porto Torres risulta indispensabile avviare al più presto un servizio di accoglienza attrezzato con: biglietterie, servizi igienici conformi alle norme, servizi di ristoro, di bookshop, di informazione turistica, di noleggio e di deposito bagagli, tutte cose indispensabili che conferiscono a qualsiasi centro quelle caratteristiche che lo rendono idoneo e interessante dal punto di vista commerciale.
L’idea è quella di riattivare quanto prima la stazione marittima (attualmente sotto utilizzata) per farla diventare il punto di partenza e la meta dei pendolari e degli studenti, oltreché il punto di arrivo e ripartenza dei turisti e delle comitive organizzate che giungono per visitare la città, il Parco Nazionale, i siti archeologici ed i complessi monumentali.

Chi ritiene che per garantire lo sviluppo si debba puntare unicamente su mono sistemi, come per esempio quello industriale, sbaglia e sbaglia di grosso. Occorre lavorare su un sistema integrato dove più sistemi complessi si espandono parallelamente a salvaguardia dell’economia, soprattutto nei momenti di debolezza o di crisi di uno dei settori.
Questa è una scommessa importante che però non può prescindere dalla sicurezza, dall’ordine, dalla pulizia, dal decoro della città e delle sue periferie, per tutto questo serve la sollecitudine delle istituzioni preposte, ma soprattutto occorre l’impegno di ogni singolo cittadino.

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